Infiltrazioni peridurali: guida completa a indicazioni, tecniche ed efficacia
Il mal di schiena e la sciatica sono molto comuni e possono limitare la vita di tutti i giorni. Quando farmaci e fisioterapia non bastano, le infiltrazioni peridurali sono una soluzione mini-invasiva che mira a ridurre l’infiammazione delle radici nervose e ad alleviare il dolore. In questa guida vediamo cos’è un’infiltrazione peridurale, quando è indicata, come si esegue, quali benefici può dare e quali rischi comporta.
Che cos’è l’infiltrazione peridurale?
L’infiltrazione peridurale (o epidurale) è una procedura interventistica che consiste nell’iniettare farmaci antinfiammatori e anestetici nello spazio peridurale, una zona compresa tra la dura madre (una delle membrane che rivestono il midollo spinale e le radici nervose) e il legamento giallo.
L’obiettivo è ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore che nasce da un’irritazione o compressione delle radici nervose spinali.
Può avere scopo terapeutico, ma anche diagnostico: ad esempio, per capire con precisione quale nervo è responsabile del dolore. Questa informazione può essere molto utile anche al neurochirurgo/chirurgo vertebrale, specialmente nei casi più complessi, perché permette di confermare l’indicazione chirurgica, valutare se sia effettivamente necessario intervenire e, soprattutto, definire con maggiore precisione il livello della colonna su cui operare.
Quando è indicata?
L’infiltrazione peridurale è utilizzata in diverse condizioni dolorose della colonna, soprattutto in ambito lombare. Le principali indicazioni includono:
- Lombosciatalgia (la famosa Sciatica), causata da ernie o protrusioni discali
- Stenosi del canale lombare
- Lombalgia con irradiazione agli arti inferiori
- PSPS di tipo II (Persistent Spinal Pain Syndrome, ex “sindrome da fallimento della chirurgia spinale”):è una condizione in cui il dolore persiste anche dopo un intervento chirurgico alla colonna, nonostante l’operazione sia andata bene dal punto di vista tecnico.
Come si eseguono
A seconda del quadro clinico si possono usare tre approcci:
- Interlaminare: accesso centrale tra due lamine con diffusione nello spazio peridurale.
- Transforaminale: accesso mirato al forame di uscita della radice (massima selettività).
- Caudale: accesso dal sacro, utile se l’anatomia o cicatrici rendono difficili altri approcci.
Modalità di guida
Il Dr. Piacentino esegue peridurali lombari con guida RX fluoroscopica, modalità che la letteratura considera gold standard. La fluoroscopia consente un controllo continuo della posizione dell’ago e mantiene buona qualità di visualizzazione anche nei pazienti sovrappeso.
Differenze con altre infiltrazioni spinali/articolari
Le peridurali si distinguono da:
- Infiltrazioni sacroiliache (frequentemente ecoguidate): indicate per dolore dell’articolazione sacroiliaca.
- Infiltrazioni faccette vertebrali: utili nel dolore artrosico/faccettario della colonna.
Efficacia e benefici
Nei casi di ernia del disco, il sollievo può essere rapido e significativo; nella stenosi può migliorare cammino e dolore. La durata varia (settimane–mesi) e talvolta si pianifica un ciclo di infiltrazioni distanziate. Un effetto collaterale positivo è che può ridurre o rimandare la necessità di chirurgia, mentre il paziente porta avanti la riabilitazione.
Domande frequenti
Fa male l’infiltrazione peridurale?
Si avverte in genere un fastidio lieve: la guida RX evita tentativi ripetuti.
Quanto dura l’effetto?
Dipende da patologia e risposta individuale: nei casi selezionati si programma un ciclo.
Quante infiltrazioni si possono fare?
Di solito 2–3/anno, ma decide lo specialista in base al quadro clinico e all’efficacia.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgativa e non sostituiscono in alcun modo una valutazione medica specialistica.
Dott. Edoardo Piacentino
Sono il Dr. Edoardo Piacentino, anestesista e terapista del dolore qualificato, ricevo presso il Centro PoliSalute di Cinisello Balsamo (MI)