Il dolore cronico: come si cura?
COS’È IL DOLORE CRONICO?
Il dolore cronico è un dolore che persiste da più di 3-6 mesi.
A differenza del dolore acuto, che ha una funzione di allarme utile a segnalare un danno, il dolore cronico può persistere anche quando la causa iniziale è ormai risolta e da funzione fisiologica essenziale si tramuta in una vera e propria malattia.
In questi casi, il sistema nervoso “impara il dolore” e continua a percepirlo come se fosse ancora necessario: una vera e propria disfunzione dei circuiti del dolore.
QUANDO IL DOLORE “RIMANE ACCESO”: LA SENSIBILIZZAZIONE CENTRALE
Una delle cause più importanti — e spesso misconosciute — del dolore cronico è la sensibilizzazione del sistema nervoso centrale.
Cosa significa?
Quando il dolore si prolunga per settimane o mesi, cervello e midollo spinale diventano ipersensibili agli stimoli, arrivando a percepire come dolorosi anche segnali normalmente innocui.
Questo si traduce in fenomeni come:
- dolore in assenza di lesioni visibili
- dolore che si amplifica nel tempo
- fastidi provocati da stimoli innocui, come uno sfioramento o un leggero contatto con la pelle
È come se il sistema nervoso restasse bloccato in una modalità di allarme permanente, continuando a inviare segnali di dolore anche in assenza di un reale pericolo.
ALTRE CAUSE SPESSO TRASCURATE
Oltre alla sensibilizzazione centrale, esistono altri fattori che contribuiscono al mantenimento del dolore cronico:
- Alterazioni biochimiche del cervello
Livelli ridotti di serotonina, dopamina e altri neurotrasmettitori possono aumentare la vulnerabilità al dolore.
Questo è frequente, ad esempio, nella fibromialgia o in chi ha vissuto periodi prolungati di stress. - Micro-infiammazioni croniche
Alcune condizioni possono generare infiammazione di basso grado, non rilevabile con esami tradizionali, ma sufficiente a mantenere attivo il dolore. - Fattori emotivi e psicosomatici
Ansia, depressione e traumi non causano il dolore “nella testa”, ma influenzano profondamente la percezione del dolore fisico, perché mente e corpo sono interconnessi.
COME PUÒ AIUTARE UNO SPECIALISTA IN TERAPIA DEL DOLORE?
Il terapista del dolore è lo specialista che si occupa di valutare e trattare il dolore nella sua completa complessità, tenendo conto non solo della lesione, ma anche della sensibilizzazione nervosa, dello stato emotivo, e della qualità della vita del paziente.
Il suo ruolo è:
- individuare cause nascoste o sottovalutate
- valutare la componente neurologica e centrale del dolore
- proporre trattamenti personalizzati ed efficaci
OGNI DOLORE È UNICO. OGNI TERAPIA DEVE ESSERLO
Due pazienti con lo stesso tipo di dolore, stessa diagnosi e stesse comorbidità possono avere bisogni terapeutici completamente diversi.
La personalizzazione del trattamento è fondamentale.
Ad esempio:
- un paziente potrebbe non tollerare alcuni farmaci, non volerli assumere o non poterli utilizzare per motivi legati alla sua attività lavorativa (es. mansioni che richiedono lucidità o guida di veicoli), e quindi preferire una terapia infiltrativa o un trattamento non farmacologico.
- un altro paziente, con lo stesso quadro clinico, potrebbe tollerare bene gli oppioidi o gli antiepilettici, e grazie alla riduzione del dolore riuscire ad affrontare un percorso di riabilitazione fisica con ottimi risultati.
Non esiste una sola strada: esiste il percorso giusto per ciascun paziente.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgativa e non sostituiscono in alcun modo una valutazione medica specialistica.
Dott. Edoardo Piacentino
Sono il Dr. Edoardo Piacentino, anestesista e terapista del dolore qualificato, ricevo presso il Centro PoliSalute di Cinisello Balsamo (MI)